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il Resto del Carlino

«Shoah, i giovani veri protagonisti del ricordo»

DICIOTTO gli appuntamenti, da venerdì al 28 gennaio: un calendario fittissimo di iniziative per celebrare «in maniera non formale», come ha spiegato ieri il prefetto Michele Campanaro, la Giornata della Memoria. La data canonica è quella del 27 gennaio, ma da anni Ferrara allestisce un programma costituito da incontri, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, concerti. Non mancherà, il 23 gennaio alla Caserma Bevilacqua, la deposizione di una corona al cippo che ricorda gli ebrei ferraresi reclusi nel gennaio 1944; e neppure la tradizionale cerimonia di consegna delle medaglie d’onore agli ex internati. Questo momento, che si terrà il 25 gennaio al Museo Archeologico, sarà concluso dall’intervento del direttore dell’Istituto Parri Luca Alessandrini. Molte anche le iniziative promosse direttamente dal Meis, con la presentazione di vari libri, a iniziare da quello di Simon Lewis Sullam «1938. Storia, racconto, memoria» (lunedì 21 al Meishop di via Piangipane). 

Stefano Lolli

«TRA FERRARA e Auschwitz ci sono 1000 chilometri: sta a noi capire qual è il significato non solo geografico di questa distanza, ma anche morale e sociale». Per Simonetta Della Seta, direttore del Meis, «1000 chilometri non sono una teoria ma un fatto», e azzerare il gap è il compito di chi si affaccia alla Giornata della Memoria. Il programma delle iniziative, che culmina nella data clou del 27 gennaio, si apre in realtà dopodomani, quando al Teatro Nuovo oltre 700 studenti di tutta la provincia «avranno il privilegio di ascoltare e dialogare con Liliana Segre – prosegue la Della Seta –, uno degli ultimi sopravvissuti di un evento, la Shoah, che ha reso il genere umano molto meno umano». Appuntamento per molti versi eccezionale, quello che vedrà protagonista la senatrice a vita: l’uditorio sarà formato dalle rappresentanze «di ben 22 istituti di città e provincia – evidenzia Giovanni Desco, direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale –, è la prima volta che ciò accade, e testimonia la capacità della scuola di non mettersi in una condizione passiva, ma di essere coprotagonista delle iniziative». Anzi il coinvolgimento delle scuole, per Anna Quarzi (presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea) è il segno distintivo di tutto il programma, presentato ieri mattina in Prefettura.

MA È SULL’INCONTRO con Liliana Segre che si incentra ora l’attenzione: «Parlare con i diretti protagonisti è un’opportunità senza pari – riprende la Della Seta –: possiamo unirci davanti a un film o a un libro, ma non sarà mai la stessa cosa. Tanto più con una persona schietta e sincera come la Segre: quando l’abbiamo invitata a Ferrara, ha chiesto lei, esplicitamente, di parlare ai giovani». Occasione di dialogo, di ricordo ma anche «di studio, perché su queste testimonianze fondamentali – aggiunge il sindaco Tiziano Tagliani – si impernia lo stimolo per approfondire argomenti che non sono solo un ricordo storico, ma che ancora parlano alle nostre coscienze». Questo e gli altri incontri del fitto programma, conclude il presidente della Comunità Ebraica Andrea Pesaro, testimoniano «la vicinanza di tutta Ferrara alla nostra comunità: una vicinanza che proprio grazie al fondamentale coinvolgimento di tanti giovani si rinnova, anche quest’anno, in funzione più del futuro, che del passato».


PRESENTATO IN PREFETTURA

Libri, concerti, film Programma serrato

«IL PROGRAMMA delle commemorazioni del Giorno della Memoria è frutto di una collaborazione viva e attiva di istituzioni pubbliche, scuole, realtà culturali», ha affermato il prefetto Michele Campanaro, ringraziando anche gli sponsor Bper e Teatro Nuovo, e il sostegno di Questura e Guardia di Finanza. Il programma, che si apre quest’anno in congruo anticipo rispetto alla data tradizionale, vivrà comunque la fase clou dal 21 gennaio, quando la scansione degli eventi sarà pressoché quotidiana: proprio il 21 gennaio, al Ridotto del Teatro Comunale, si terrà il tradizionale concerto della Memoria, con testi curati da Piero Stefani letti da Magda Iazzetta e Fabio Mangolini, e il successivo recital della Corale Veneziani, incentrato proprio sulle musiche di Vittore Veneziani, che fu direttore di coro al Teatro alla Scala. 


IL CONVEGNO

Le leggi razziali, i silenzi e le ombre dei giuristi

NELL’OTTOBRE 1938 vennero promulgate le leggi razziali: siamo ancora nella cornice dell’ottantesimo anniversario, spicca perciò il convegno promosso dall’Università in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, l’Istituto di Storia Contemporanea e la Comunità Ebraica. Mercoledì 23, spiega Baldassarre Pastore, «si parlerà delle conseguenze della promulgazione di quelle leggi nel ceto dei giuristi: molte furono le zone d’ombra, tra adesioni esplicite e silenzi eloquenti». A stimolare il dibattito arriveranno nell’aula magna di Giurisprudenza Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Marcello Pezzetti del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (autore del libro «Razza e ingiustizia») e il presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio.


MEIS

Una proiezione nel (vero) carcere

DALL’EX CARCERE di via Piangipane, sede oggi del Meis, uno degli eventi della Giornata della Memoria si sposta alla casa circondariale di via Arginone: mercoledì 23 sarà proiettato all’interno del carcere il docufilm di Ruggero Gabbai ‘La razzia’, che ricorda il rastrellamento degli ebrei romani dell’ottobre 1943.

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