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Meis prepara la line-up de “Il Rinascimento parla ebraico”

Allestimento in corso al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che riapre al pubblico venerdì 12 aprile con la mostra “Il Rinascimento parla ebraico”, curata da Giulio Busi e Silvana Greco.

Andrea Mantegna, Vittore Carpaccio, Ludovico Mazzolino, Stefano di Giovanni di Consolo detto “Il Sassetta”. È l’imponente line-up che il Meis schiera, insieme a manoscritti miniati ebraici, come la “Guida dei perplessi” di Maimonide (1349), acquistato dallo Stato italiano meno di un anno fa. O l’Arca Santa lignea più datata d’Italia, mai rientrata prima da Parigi, e il Rotolo della Torah di Biella, un’antichissima pergamena della Bibbia ebraica, ancora oggi usata nella liturgia sinagogale.

Il percorso espositivo affronta uno dei periodi cruciali della storia culturale della Penisola, decisivo per la formazione dell’identità italiana, e ne svela un aspetto originale: la presenza attiva degli ebrei e il fecondo dialogo con la cultura cristiana di maggioranza.

La mostra, che può essere visitata dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, in aprile osserverà anche alcune aperture straordinarie: lunedì 15, 22 e 29, e martedì 23.

Inoltre, tutti i sabati, le domeniche e nelle festività di lunedì 22, giovedì 25 aprile e mercoledì 1 maggio, sono previste delle visite guidate a partenza fissa (ore 15.30, con ritrovo in biglietteria alle 15.15) di entrambe le mostre del Meis: “Ebrei una storia italiana. I primi mille anni” e “Il Rinascimento parla ebraico”.

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