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pagine ebraiche 24

Europa, Memoria da difendere. L'Ue nuovo partner dell'Ihra

“La questione centrale che stiamo affrontando oggi non è la negazione, ma la distorsione. Dobbiamo ricordare che abbiamo una tremenda responsabilità: dobbiamo salvaguardare la documentazione storica della Shoah, una responsabilità nei confronti di noi stessi, ma anche per il nostro futuro, per i nostri figli e per i nostri nipoti”. È con queste parole che Yehuda Bauer, insigne storico dell’Università Ebraica di Gerusalemme – che da più di mezzo secolo studia la storia della Shoah e dell’antisemitismo – ha aperto la plenaria conclusive dell’IHRA, la International Holocaust Remembrance Alliance che si è riunita negli scorsi giorni a Ferrara. La seconda occasione di incontro organizzata dalla delegazione italiana nell’anno della sua seconda presidenza ha riunito a Ferrara, nelle sale della Residenza Municipale e del Castello Estense oltre duecento cinquanta delegati provenienti dai 31 paesi membri. E proprio durante l’ultima sessione, tenutasi nel Teatro Comunale, messo anch’esso a disposizione dal comune grazie al sostegno garantito dal sindaco Tiziano Tagliani, è stato formalizzato l’ingresso nell’alleanza del trentaduesimo paese, la Bulgaria, mentre anche il Portogallo ha fatto un altro passo avanti nel lungo percorso che porta alla membership, passando da Osservatore a “Liaison country”. E durante la plenaria è arrivato anche un altro annuncio importante: l’Unione Europea è entrata a far parte delle organizzazioni internazionali partner dell’IHRA, aggiungendosi a Nazioni Unite, Unesco, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, International Tracing Service (ITS), Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), Consiglio Europeo, e Claims Conference. Katharina von Schnurbein (nell’immagine a sinistra), coordinatore UE per la lotta all’antisemitismo, ha letto un messaggio di Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, che ha ricordato che “In un momento in cui l’antisemitismo è in aumento e in cui viene messa in discussione l’importanza della Shoah nella storia europea, l’opera dell’IHRA è più che mai necessaria”. Molti gli interventi dei capi delegazione durante la plenaria presieduta dall’Ambasciatore Sandro De Bernardin, che sarà a capo dell’IHRA sino a marzo 2019, quando con il passaggio della presidenza al Lussemburgo tornerà a guidare la delegazione nazionale e Chair IHRA diventerà l’Ambasciatore Georges Santer.

Per l’Italia ha preso la parola Simonetta Della Seta, direttore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah e delegato IHRA, un doppio ruolo grazie al quale la città di Ferrara ha avuto la possibilità di ospitare una occasione tanto importante. Ha ricordato ai delegati che “Le statistiche ufficiali riportano come i casi di antisemitismo denunciati sono in diminuzione ma c’è una divaricazione con il livello di insicurezza percepito dalla comunità ebraica, in Italia così come in diversi Paesi europei” per poi continuare spiegando che vanno combattute alcune specifiche criticità. “Assistiamo a una banalizzazione degli atteggiamenti antisemiti che porta gli autori degli stessi a non rendersi nemmeno conto delle implicazioni delle loro azioni. Non dimentichiamo neppure l’indifferenza dei molti che assistono episodi discriminatori, razzisti o francamente antisemiti senza denunciarli, e non possiamo ignorare neppure l’effetto moltiplicatore del web: le risorse che le piattaforme social investono nella rimozione dei siti che incitano all’odio sono chiaramente insufficienti. I governi devono arrivare a un impegno più deciso sia in fase di prevenzione – con l’educazione sia civica che storica – che in fase di repressione, dato che siamo oramai di fronte ad un’emergenza democratica. Va anche affinata la definizione del fenomeno, e a questo scopo sarebbe utile che tutte le varie autorità nazionali prendessero la Working Definition di antisemitismo dell’IHRA come riferimento: il mese scorso la Camera dei Deputati italiana ha approvato, con il parere favorevole del Governo, una mozione che impegna il Governo in tal senso. E la Delegazione italiana all’IHRA è impegnata affinché tale mozione abbia seguiti concreti”.

a.t. 

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