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il Resto del Carlino

«Legare il Meis alla città Serve un ristorante kasher»

di Federico Dibisceglie

Un po' la sensibilità sulle tematiche e sulla cultura ebraica del sindaco Alan Fabbri, un po' la disponibilità informale e la simpatia del nuovo direttore del Meis Amedeo Spagnoletto e il gioco è fatto. Come già anticipato, i primi contatti tra il neo direttore del Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah sono stati «più che positivi». Tanto che proprio il primo cittadino ha da subito prospettato, nel medio periodo, «una collaborazione che porti alla realizzazione di un percorso museale diffuso che finalmente leghi il Meis alla millenaria tradizione ebraica che caratterizza questa città». Concretamente, a detta del primo cittadino, questo progetto si muoverà essenzialmente su due livelli. Da un lato la costruzione di percorsi turistici che leghino il Meis al cimitero ebraico, alla valorizzazione di alcune delle principali vie del ghetto e dall'altro l'idea di Fabbri è quella di immaginare dei veri e propri «corsi di formazione per accogliere i turisti ebrei». Dunque «coinvolgendo anche le associazioni di categoria che rappresentano le strutture ricettive - spiega il sindaco - mi piacerebbe che si desse avvio ad una serie di iniziative per sensibilizzare gli operatori in questo senso. Prima di tutto per intercettare un tipo di clientela che comunque è sempre più frequente e potrebbe implementare le presenze nella nostra città e, secondariamente, perché occorre offrire a questa particolare clientela una tipologia di servizi diversificati rispetto a quelli 'tradizionali'». Da questo punto di vista, l'idea di fornire collateralmente alle visite al Meis un percorso turistico completo potrebbe risultare vincente e rendere ancora più attrattiva la città in tutto il suo complesso. E' nelle intenzioni di Fabbri «incentivare ad esempio l'apertura di un ristorante kosher per dare la possibilità anche agli ebrei più osservati di trattenersi in città più a lungo e non solo in maniera occasionale». Oltre alla volontà di «far conoscere il museo sempre di più anche ai ferraresi e alla città stessa», Fabbri ha in animo di portare avanti un'operazione avviata qualche mese prima del lockdown e interrotta a causa della contingenza sanitaria. «Sono stati mesi difficili a causa del Covid - chiude il numero uno della Giunta - però è mia intenzione portare a compimento il gemellaggio che avevamo avviato tra il nostro Meis e il museo dell'ebraismo a Toledo in Spagna». 

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