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Un ricordo di Rav Elia Richetti

Ieri ci ha lasciati Rav Elia Richetti.

Un maestro amato da tante generazioni che concentrava alcune delle doti più nobili di un rabbino: la profonda sapienza e la grande umiltà, la dolcezza e la disciplinata e coerente trasmissione della legge.  

Comunità italiane come Trieste, Venezia, Milano, Vercelli - solo per citare quelle in cui ha svolto incarichi rabbinici ufficiali - hanno potuto apprezzarne le virtù nel corso di oltre mezzo secolo di magistero. La nave è salpata ma ha lasciato in porto inesauribili insegnamenti che accompagneranno tutti noi per sempre.

Era un amico del MEIS. Meno di un mese fa, progettando il lancio di una serie di contenuti sulle parlate giudeo italiane, ha accolto con entusiasmo la proposta di raccontare al nostro pubblico i modi di dire giudeo-triestini.  

Le tradizioni e i canti delle comunità ebraiche gli stavano a cuore ed era desideroso condividerle e divulgarle. Forse questo è stato il suo ultimo video pubblico. 

In sua memoria anticipiamo la programmazione e pubblichiamo oggi il suo emozionante contributo, cinque minuti intensi e affascinanti.

E nel prendere congedo da questo mondo, lo salutiamo parafrasando le sue parole:

Lechah dodì, vai amico mio...

 

Amedeo Spagnoletto

 

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