Scopri la mostra “Mazal Tov!”

Riprendono le visite guidate a partenza fissa al MEIS. Protagonista, la nuova mostra “Mazal Tov! Il matrimonio ebraico” curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita dall’Architetto Giulia Gallerani. Le visite sono previste ogni sabato e domenica alle 11.30 al costo di 5 euro oltre al prezzo del biglietto. La prenotazione è obbligatoria, ogni visita prevede la presenza di un massimo di sei visitatori.

Per prenotare chiama il numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) o scrivi a meis@coopculture.it

Mazal Tov!

Ieri, oggi, domani: il matrimonio ebraico si nutre di precetti e riti del passato, è l’emblema della continuità, affonda le sue radici nella Bibbia; eppure convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia. “Mazal Tov!” racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie; frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti; atti; scatti.

L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara, è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Istituto di Storia Contemporanea-Isco di Ferrara e del Liceo “Antonio Roiti” e al contributo di DiMedia, Gruppo Hera, Fondazione Bottari Lattes e Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Lévy.

Le prime sale illustrano le due fasi e le pratiche che compongono il cerimoniale nuziale: i Qiddushin (o Erusin) e i Nissuin. Anticamente celebrati separatamente, essi si svolgono attualmente insieme, uno immediatamente conseguente all’altro. A renderli caratteristici, l’ambientazione sotto la chuppah, il baldacchino di tessuto che unisce simbolicamente sotto lo stesso tetto i due sposi; la firma della Ketubbah, l’atto nuziale nato anche con lo scopo di tutelare i diritti della donna e che con il tempo è stato arricchito da finissime decorazioni, e la rottura del bicchiere, immortalata da tantissimi film e immagini. Per raccontare in maniera chiara ed esaustiva tutti i passaggi si è scelto di accostare opere e strumenti comunicativi diversi: in mostra verranno esposte le preziose Ketubbot del ‘600 e del ‘700 custodite dalle Gallerie Estensi di Modena (Biblioteca Estense Universitaria); il teatrino dell’artista genovese Emanuele Luzzati proveniente dal Museo Ebraico di Bologna e il filmato di un matrimonio contemporaneo.

L’esposizione prosegue con una riflessione sul riconoscimento del matrimonio ebraico da parte dello Stato Italiano e il racconto – attraverso cimeli di famiglia – delle tradizioni che con il tempo hanno caratterizzato le nozze: la dote, i regali per lo sposo e per la sposa (che possono variare da una edizione completa del Talmud ad un orologio griffato) e la produzione di componimenti d’occasione.

Tra gli esemplari in mostra, un oggetto con una storia tutta da riscoprire: l’album di dediche realizzato dal drammaturgo Sabatino Lopez in onore delle nozze di suo fratello Corrado e della moglie Ada Sadun. Critico letterario e commediografo di successo nella Milano di inizio ‘900, Lopez decise di donare ai due sposi un regalo del tutto originale: un albo decorato con le firme di amici e colleghi d’eccezione. Tra le pagine spiccano infatti testi autografi – tra gli altri – di Giovanni Pascoli; Giovanni Verga, Giosuè Carducci; Eleonora Duse; Giacomo Puccini; Federico De Roberto e tantissimi altri protagonisti della letteratura e del teatro italiano.

Ad arricchire la mostra anche delle opere di arte contemporanea: Sigalit Landau firma “Salt Crystal Bridal Gown”, un progetto in collaborazione con il fotografo Yotam From – che segue il processo di cristallizzazione di un abito nero immerso nel Mar Morto ed è ispirato all’opera “Il Dibbuk” di S. Ansky, la storia di una giovane sposa posseduta da uno spirito.

Florah Deborah, francese di nascita e milanese di adozione, rielabora e fa comprendere al visitatore il mikveh, il bagno rituale in apposite vasche piene di acqua piovana o sorgiva che compiono le donne alla vigilia del matrimonio. La sua opera “Una per Tutte, Tutte per Una” è stata realizzata appositamente per il MEIS.

L’opera su tela di Jenny Hassan, artista romana, si concentra sul calice degli sposi. La frase che la incornicia è un verso del salmo 137 che viene pronunciato ad alta voce durante la rottura del bicchiere in ricordo della distruzione dell’antico Tempio di Gerusalemme.

Non può mancare uno spazio che faccia immergere nel matrimonio ebraico celebrato nei nostri giorni: il MEIS ha lanciato nelle scorse settimane la call to action “Un amore da condividere” per raccogliere foto di coppie di sposi italiani che saranno esposte in mostra; un viaggio visivo dagli anni ’30 del ‘900 al 2000 inoltrato. Un progetto arricchito anche dalle foto storiche dell’archivio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano-CDEC, preziosa risorsa che racconta la vita degli ebrei italiani nel primo Novecento. I video creeranno inoltre un’esperienza immersiva coinvolgendo lo spettatore e facendogli vivere la gioiosa atmosfera dei festeggiamenti; mentre oggetti effimeri, bomboniere e inviti testimonieranno il presente di un rito che ha migliaia di anni.

Nell’immagine, EMANUELE LUZZATI (1921-2007), Il Matrimonio, Italia, 1988, tavola, tecnica mista, Museo Ebraico di Bologna. L’opera è attualmente esposta al MEIS

MARTEDÌ 22 GIUGNO – ore 19:00

SAVE THE DATE

Il MEIS inaugura una nuova serie di eventi in lingua inglese, destinata al pubblico internazionale ma non solo. Si inizia martedì 22 giugno alle 19.00 (orario italiano) con “The Mortara case”, un dialogo tra la storica Carlotta Ferrara degli Uberti David Kertzer, vincitore del Premio Pulitzer. Al centro della serata, la vicenda di Edgardo Mortara, il bambino ebreo che nel 1858 venne rapito dalla polizia dello Stato Pontificio. Un caso che scioccò l’opinione pubblica del mondo intero.

Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

La serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

Intervengono:

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Nell’immagine in alto a destra, in copertina, “Bollettini” (amuleti a protezione dei negozi), Roma, Inizio XX sec, The Israel Museum, Gerusalemme, dono della famiglia di Franco Di Castro, Roma, B20.0391(a-d).

In basso, un particolare raffigurante Gerusalemme contenuto nella splendida Ketubbah del 1629 delle Gallerie Estensi esposta al MEIS fino al 5 settembre in occasione della mostra “Mazal Tov! Il matrimonio ebraico”
(Su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie Estensi, Biblioteca Estense Universitaria).

È online la seconda puntata della rubrica del MEIS “Un pomeriggio in biblioteca”.
Ogni mese Tania Bertozzi, la responsabile della Biblioteca del MEIS (gestita dalla Cooperativa Le Pagine), svelerà in brevi videoclip i nuovi arrivi, consigliando i titoli imperdibili e raccontando la storia dei fondi donati al Museo.

Il protagonista di questo episodio è “La lingua che visse due volte. Fascino e avventure dell’ebraico” (ed. Garzanti), scritto da Anna Linda Callow, professoressa di Lingua e letteratura ebraica e traduttrice dall’ebraico, dall’yiddish e dall’aramaico.

Il libro racconta in maniera coinvolgente e originale l’evoluzione di una lingua dalla storia unica, a partire da un divertentissimo aneddoto personale nel quale l’autrice rivela il motivo dietro cui si cela la passione per l’ebraico.

Una mostra per raccontare uno dei riti più antichi e affascinanti dell’ebraismo: il matrimonio.

“Mazal Tov! Il matrimonio ebraico”, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto e allestita dall’Architetto Giulia Gallerani, verrà inaugurata al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara-MEIS il prossimo 4 giugno e sarà aperta fino al 5 settembre.

L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara, è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Istituto di Storia Contemporanea-Isco di Ferrara e del Liceo “Antonio Roiti” e al contributo di DiMedia, Gruppo Hera, Fondazione Bottari Lattes e Fondazione Ebraica Marchese Cav. Guglielmo De Lévy.

“Dopo mesi di chiusura forzata a causa dell’emergenza sanitaria – spiega Dario Disegni, Presidente del MEIS – abbiamo deciso di inaugurare la riapertura del MEIS con una mostra gioiosa, un vero e proprio ‘invito a nozze’. Il matrimonio è una pietra miliare per l’ebraismo, simboleggia la continuità dei riti e delle tradizioni ed è contrassegnato da una cerimonia vitale e ricca di significati. Abbiamo scelto di esplorare un tema che, sono certo, soddisferà la curiosità di moltissimi visitatori”.

Aggiunge il Direttore Amedeo Spagnoletto: “Abbiamo voluto offrire ai visitatori una mostra che facesse bene al cuore. Il matrimonio rappresenta uno dei più profondi atti di amore e di fiducia nei confronti del futuro e porta con sé un messaggio di speranza universale, un balsamo per i tempi complessi che ci troviamo a vivere. ‘Mazal Tov!’ è una esposizione che racchiude in sé il passato e il presente, riti millenari e pratiche moderne e, pur nella sua specificità, riuscirà a coinvolgere chiunque verrà a visitarla”.

L’allestimento

Ieri, oggi, domani: il matrimonio ebraico si nutre di precetti e riti del passato, è l’emblema della continuità, affonda le sue radici nella Bibbia; eppure convive con un presente vibrante, dialoga con la cultura nella quale è immerso, segna la nascita di una nuova famiglia. “Mazal Tov!” racconta proprio questo equilibrio tra antico e moderno, accostando preziosi documenti ad opere di arte contemporanea. Al centro ci sono decine di storie; frammenti di discorsi amorosi lunghi secoli e fissati per sempre attraverso oggetti; atti; scatti.

Le prime sale illustrano le due fasi e le pratiche che compongono il cerimoniale nuziale: i Qiddushin (o Erusin) e i Nissuin. Anticamente celebrati separatamente, essi si svolgono attualmente insieme, uno immediatamente conseguente all’altro. A renderli caratteristici, l’ambientazione sotto la chuppah, il baldacchino di tessuto che unisce simbolicamente sotto lo stesso tetto i due sposi; la firma della Ketubbah, l’atto nuziale nato anche con lo scopo di tutelare i diritti della donna e che con il tempo è stato arricchito da finissime decorazioni, e la rottura del bicchiere, immortalata da tantissimi film e immagini. Per raccontare in maniera chiara ed esaustiva tutti i passaggi si è scelto di accostare opere e strumenti comunicativi diversi: in mostra verranno esposte le preziose Ketubbot del ‘600 e del ‘700 custodite dalle Gallerie Estensi di Modena (Biblioteca Estense Universitaria); il teatrino dell’artista genovese Emanuele Luzzati proveniente dal Museo Ebraico di Bologna e il filmato di un matrimonio contemporaneo. L’esposizione prosegue con una riflessione sul riconoscimento del matrimonio ebraico da parte dello Stato Italiano e il racconto – attraverso cimeli di famiglia – delle tradizioni che con il tempo hanno caratterizzato le nozze: la dote, i regali per lo sposo e per la sposa (che possono variare da una edizione completa del Talmud ad un orologio griffato) e la produzione di componimenti d’occasione.

Tra gli esemplari in mostra, un oggetto con una storia tutta da riscoprire: l’album di dediche realizzato dal drammaturgo Sabatino Lopez in onore delle nozze di suo fratello Corrado e della moglie Ada Sadun. Critico letterario e commediografo di successo nella Milano di inizio ‘900, Lopez decise di donare ai due sposi un regalo del tutto originale: un albo decorato con le firme di amici e colleghi d’eccezione. Tra le pagine spiccano infatti testi autografi – tra gli altri – di Giovanni Pascoli; Giovanni Verga, Giosuè Carducci; Eleonora Duse; Giacomo Puccini; Federico De Roberto e tantissimi altri protagonisti della letteratura e del teatro italiano.

Ad arricchire la mostra anche delle opere di arte contemporanea: Sigalit Landau firma “Salt Crystal Bridal Gown”, un progetto in collaborazione con il fotografo Yotam From – che segue il processo di cristallizzazione di un abito nero immerso nel Mar Morto ed è ispirato all’opera “Il Dibbuk” di S. Ansky, la storia di una giovane sposa posseduta da uno spirito.

Florah Deborah, francese di nascita e milanese di adozione, rielabora e fa comprendere al visitatore il mikveh, il bagno rituale in apposite vasche piene di acqua piovana o sorgiva che compiono le donne alla vigilia del matrimonio. La sua opera “Una per Tutte, Tutte per Una” è stata realizzata appositamente per il MEIS. 

L’opera su tela di Jenny Hassan, artista romana, si concentra sul calice degli sposi. La frase che la incornicia è un verso del salmo 137 che viene pronunciato ad alta voce durante la rottura del bicchiere in ricordo della distruzione dell’antico Tempio di Gerusalemme.

“In questa mostra – spiega l’Architetto Giulia Gallerani, che si è occupata dell’allestimento – ci sono le tradizioni e i caratteri tipici del matrimonio ebraico, con le sue peculiarità specifiche ed uniche, ma ci sono anche le storie delle persone che hanno posseduto alcuni degli oggetti in mostra e le emozioni di chi ci ha regalato fotogrammi del proprio giorno più bello. Perché, anche se le tradizioni possono essere diverse, la gioia di condividere un momento di felicità è la stessa per tutti”. Non può mancare infatti uno spazio che faccia immergere nel matrimonio ebraico celebrato nei nostri giorni: il MEIS ha lanciato nelle scorse settimane la call to action “Un amore da condividere” per raccogliere foto di coppie di sposi italiani che saranno esposte in mostra; un viaggio visivo dagli anni ’30 del ‘900 al 2000 inoltrato. Un progetto arricchito anche dalle foto storiche dell’archivio della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano-CDEC, preziosa risorsa che racconta la vita degli ebrei italiani nel primo Novecento. I video creeranno inoltre un’esperienza immersiva coinvolgendo lo spettatore e facendogli vivere la gioiosa atmosfera dei festeggiamenti; mentre oggetti effimeri, bomboniere e inviti testimonieranno il presente di un rito che ha migliaia di anni.

“Con questa mostra – conclude la curatrice Sharon Reichel – abbiamo voluto approfondire la relazione che lega gli oggetti alle persone e, insieme ai manufatti storici, abbiamo deciso di aprire alcune finestre sulla contemporaneità per far capire in modo tangibile come l’ebraismo sia una religione e una cultura viva. Spesso i visitatori che si avvicinano al nostro museo parlano degli ebrei al passato, noi vogliamo che inizino a farlo anche al presente e, perché no, al futuro”.

Orari e prezzi

La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 giugno 2021 al 5 settembre 2021. Il prezzo del biglietto sarà di 7 euro (5 euro per chi ha diritto alla riduzione) e comprenderà anche la possibilità di visitare il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”; la mostra multimediale “1938: l’umanità negata” e il video “Con gli occhi degli ebrei italiani”. A partire da venerdì 4 giugno il museo sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.

Eventi online

I temi trattati nelle sale della mostra verranno approfonditi attraverso degli eventi online con la serie di incontri #MAZALTOV! lanciata sulla piattaforma Zoom. Si esploreranno alcune delle infinite sfumature del matrimonio ebraico: dall’arte della Ketubbah (l’atto matrimoniale riccamente decorato), al divorzio; dai racconti resi celebri dalle serie tv e i film sul grande schermo alle vicende delle famiglie ebraiche italiane. Il primo appuntamento da non perdere vede come protagonista lo straordinario album di firme della famiglia del drammaturgo e critico letterario Sabatino Lopez. Per rimanere sempre aggiornati: meis.museum.

Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

La serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

Ogni mese due musei per volta sono i protagonisti di un episodio e costruiscono insieme un unico racconto che ha come tema i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo mette in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

Il quinto appuntamento, previsto per giovedì 27 maggio alle 18.30, è dedicato al Museo Ebraico di Lecce e al Museo Ebraico di Bologna. Al centro dell’incontro, un approfondimento sugli scavi archeologici che rivelano affascinanti storie italiane: dalla riscoperta del Salento ebraico nel Medioevo all’antico cimitero ebraico di Bologna, rinvenuto pochi anni fa in via Orfeo e custode di molti tesori, protagonista nel 2019 della mostra “La casa della vita”. 

Intervengono:

Fabrizio Lelli – Direttore del Museo Ebraico di Lecce e Fabrizio Ghio – Archeologo

Vincenza Maugeri – Direttore del Museo Ebraico di Bologna

Per prenotarti compila il modulo cliccando qui

Nell’immagine in alto la Sala Ipogea – Museo Ebraico di Lecce, in basso la ricostruzione dell’antico cimitero ebraico di Bologna, dalla mostra “La casa della vita”, MEB 2019.

Stasera, in corrispondenza con il 6 del mese ebraico di Sivan, inizia la festa di Shavuot. Shavuot, che in ebraico significa settimane, cade esattamente 49 giorni dopo la Pasqua ebraica, Pesach, e celebra il dono della Torah.
La festa è strettamente legata anche alla terra e ai suoi prodotti ed è infatti conosciuta anche come Hag ha-Qatsir, Festa della mietitura e Yom ha-Bikkurim, Giorno delle primizie. Questo era infatti il primo giorno in cui si potevano portare in offerta all’antico Tempio di Gerusalemme le primizie di frumento, orzo, fichi, uva, melagrane, olive e datteri; le sette specie per le quali si onora la Terra di Israele.
Ricca di usi e costumi particolari, Shavuot ha una affascinante tradizione che la contrassegna; quella di addobbare le sinagoghe con migliaia di fiori profumati come simbolo della fioritura improvvisa del Monte Sinai e dello straordinario profumo che si diffuse durante il momento della rivelazione della Torah. Per questo abbiamo scelto di celebrare Shavuot, conosciuta in Italia anche come Pasqua delle Rose, con una immagine rarissima dell’Aron e della la tevah addobbati all’interno del tempio di Reggio-Emilia nel 1908.
Proprio Reggio-Emilia e la storia della sua comunità saranno inoltre protagoniste di una delle prossime attività del MEIS in collaborazione con l’Istoreco, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, uniti da una convenzione appena siglata volta alla valorizzazione e divulgazione del passato ebraico.
 
Si ringrazia Matthias Durchfeld per l’immagine

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, martedì 18 maggio l’ingresso al MEIS sarà gratuito con orario di apertura 11-13 e 15-18. Si potranno visitare il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”, la mostra multimediale “1938: l’umanità negata” e vedere il video “Con gli occhi degli ebrei italiani”. Durante la giornata, alle 11.00 e alle 16.00 saranno previste due visite guidate gratuite per un massimo di 5 persone (prenotazione obbligatoria).
Per informazioni e prenotazioni si potranno contattare i numeri 0532 1912039 e 342 5476621 (con i seguenti orari: martedì/venerdì 11-13 e 15-18 e sabato e domenica 10-18) e 848 082380 (attivi tutti i giorni 9-18) o scrivere una email a meis@coopculture.it

(Nell’immagine Rilievo dall’Arco di Tito / 1930 c. Riproduzione in gesso, Roma, Museo della Civiltà Romana. Attualmente è esposto nel percorso permanente del MEIS “Ebrei, una storia italiana”)

La Comunità Ebraica di Pisa in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah propone un ciclo di lezioni online dedicate alla memoria di Giacomo Augusto Hasdà (1869-1943), rabbino di Pisa deportato e ucciso ad Auschwitz.

Prossimo appuntamento:

Mercoledì 12 maggio ore 18.30

Rav Alberto Somekh – “La mappa dell’aldilà. Inferno e Paradiso nella versione ebraica (in occasione delle celebrazioni internazionali per i 700 anni dalla morte di Dante)”

Chi desidera partecipare può inviare una email di richiesta almeno 24 ore prima dell’evento al seguente indirizzo: info@pisaebraica.it

Sono aperte le iscrizioni per la giornata seminariale online dedicata all’evoluzione linguistica, culturale e letteraria dell’ebraico modernoDomenica 23 maggio dalle 9 alle 13 esperti del campo ed accademici percorreranno le tappe fondamentali della lingua ebraica.

Ai partecipanti non è richiesta una conoscenza pregressa dei temi oggetto del corso. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

PROGRAMMA

23 maggio 2021

L’ebraico dei ghetti – Ariel Rathaus

La lingua che visse due volte. Eliezer Ben Yehuda – Anna Linda Callow

Avraham Mapu e il romanzo ebraico – Luisa Basevi

La letteratura ebraica contemporanea. Temi e questioni – Sarah Kaminski

ISCRIZIONI E COSTI

Il seminario costa 50 euro. Per le iscrizioni compila questo form https://docs.google.com/forms/…entro il 20/5/2021. Gli insegnanti possono iscriversi anche attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (codice identificativo: 54090). Per informazioni e comunicazioni scrivi a: info@meisweb.it

Il MEIS inaugurerà prossimamente “Mazal Tov!”, la mostra dedicata al matrimonio ebraico, curata da Sharon Reichel e Amedeo Spagnoletto con l’allestimento dell’Architetto Giulia Gallerani.

La storia dei riti e delle tradizioni verrà accostata al racconto di un presente vivo e gioioso, una grande festa in compagnia degli amici più cari e della propria famiglia.

Proprio per questo abbiamo bisogno di voi!

Ci piacerebbe mostrare i mille volti del matrimonio ebraico e saremmo felici se voleste condividere una vostra foto, attuale o della storia di famiglia, sotto la chuppah.

Se volete accogliere il nostro invito, mandateci la vostra foto all’indirizzo ufficio.stampa@meisweb.it

Il MEIS racconta la tua storia. 

(Nelle immagini il matrimonio di Dario Tagliacozzo e Clelia Di Capua celebrato nel 1907 e quello di Gady Piazza e Liat Reback celebrato nel 2016, foto di Federico Disegni)

In attesa della mostra “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori”,  il MEIS propone una serie di appuntamenti virtuali per rivelare qualche anticipazione. L’esposizione ripercorre il periodo che va dai ghetti (con l’istituzione del primo, quello di Venezia nel 1516) all’Emancipazione e l’Unità d’Italia: un percorso che affronta tematiche identitarie universali attraverso opere d’arte, preziosi volumi e documenti.

Le quattro curatrici, Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel raccontano i segreti della mostra scegliendo alcuni degli oggetti protagonisti. Gli incontri – che si svolgono via Zoom – prevedono anche la possibilità di fare domande per chiedere ulteriori informazioni e curiosità.

Mercoledì 5 maggio alle 19.00Carlotta Ferrara degli Uberti in diretta dalla Domus Mazziniana di Pisa racconterà l’affascinante sodalizio tra Giuseppe Mazzini e la famiglia ebraica dei Nathan-Rosselli. La pesarese Sara Levi Nathan (1819-1882) fu una delle più grandi amiche e sostenitrici di Giuseppe Mazzini e finanziatrice del suo progetto nonché promulgatrice delle sue idee risorgimentali. Mazzini morirà nel 1872 proprio a casa di sua figlia, Janet Nathan Rosselli. L’impegno della famiglia Nathan nella vita politica italiana culminerà con l’esperienza del figlio di Sara, Ernesto, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, di cui questo anno si celebra il centenario dalla morte.

Per prenotarti premi qui e compila il modulo

(Nell’immagine, l’album di firme per i Nathan-Rosselli in occasione dell’inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini a Genova,1882, Domus Mazziniana, Pisa)

Il MEIS riapre le sue porte venerdì 30 aprile. Il museo accoglierà i visitatori dal martedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18 e il sabato e domenica dalle 10 alla 18, al prezzo speciale di 5 euro.

In totale sicurezza e nel completo rispetto delle normative previste, gli ospiti potranno scoprire e riscoprire il percorso permanente “Ebrei, una storia italiana”, dedicato all’esperienza degli ebrei in Italia dall’epoca romana al Rinascimento e la mostra multimediale, curata da Giovanni Grasso e Paco Lanciano, incentrata sul dramma delle leggi razziali: “1938: l’umanità negata”.
Ritorna, con un nuovo allestimento, lo spettacolo “Con gli occhi degli ebrei italiani”, il video curato da Giovanni Carrada e Simonetta Della Seta che racconta duemila anni di storia in 24 minuti. In poco meno di mezz’ora, gli spettatori potranno ripercorrere la lunga e vivace storia degli ebrei in Italia e il loro contributo alla costruzione dell’identità nazionale: un viaggio che illustra i momenti complessi, segnati dall’isolamento e la persecuzione, ed altri fiorenti contraddistinti dallo scambio culturale e l’integrazione.

“Per tutti noi – spiega il Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto – è un po’ come rinascere. Aspettavamo questo momento da tanto tempo ed ora che è finalmente arrivato siamo impazienti di accogliervi con tante iniziative che accompagneranno, si spera, una lunga estate”.

Per prenotare l’ingresso del sabato e della domenica, si potranno contattare i numeri 0532 1912039 e 342 5476621 (attivi da venerdì 30 con i seguenti orari: martedì/venerdì 11-13 e 15-18 e sabato e domenica 10-18) e 848 082380 (attivi tutti i giorni 9-18) o scrivere una email a meis@coopculture.it

Mercoledì 28 aprile alle 18.00 per la rubrica “Letture d’autore: i mercoledì con un libro”, la Fondazione Fossoli presenta il libro “Decontaminare le memorie. Luoghi, libri, sogni” (Add editore) dello storico Alberto Cavaglion. L’autore dialogherà con il Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto. Presenta l’incontro la Direttrice della Fondazione Fossoli Marzia Luppi. Nel suo saggio “Decontaminare le memorie. Luoghi, libri, sogni” Alberto Cavaglion si sofferma sui luoghi della memoria, testimoni di tragedie e violenze e simbolo di una Storia da non dimenticare. L’incontro sarà in diretta streaming (aperta a tutti, senza limite di accessi e senza necessità di iscrizione) sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Fondazione Fossoli.

Martedì 27 aprile alle 18.30Anna Quarzi, Presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e Amedeo Spagnoletto, Direttore del MEIS, presenteranno il volume “La resistenza ebraica in Europa” (Donzelli, 2021) assieme all’autore Daniele Susini.

Susini, storico ed esperto di educazione alla Memoria, attraverso il suo libro  affronta una tematica cruciale per lo studio della Shoah: la reazione individuale degli ebrei all’esclusione e alla persecuzione, gli episodi di ribellione e le diverse strategie di resistenza.

L’incontro fa parte delle iniziative del Comitato Celebrazioni 25 aprile della Prefettura e del Comune di Ferrara ed è organizzato in collaborazione con ISCO Ferrara.

Per prenotarti clicca qui

Intervengono:

Fabrizio Lelli – Università del Salento

Claudia Sonino – Università di Pavia

Amedeo Spagnoletto – Direttore del MEIS

Piero Stefani – Università della Svizzera italiana

Modera Alberto Cavaglion

Per partecipare all’incontro non è necessario iscriversi, clicca il 21/4 sul link https://unito.webex.com/meet/ebraismoineuropa , scegli l’opzione “accedi dal browser” e segui le indicazioni.

Per informazioni scrivi a: info@fondazionecdf.it

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah ricorda Settimia Spizzichino, nata esattamente 100 anni fa, il 15 aprile del 1921.

Unica donna sopravvissuta ai campi fra coloro che vennero rastrellati a Roma il 16 ottobre 1943.

Con lei vennero arrestate nel cuore del ghetto, la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada Spizzichino e la nipotina Rosanna Calò.

Di Settimia ricordiamo la sincera vitalità sebbene subì i peggiori abusi nel block 10 dove Josef Mengele la usò come cavia per le pseudo-sperimentazioni sul tifo e la scabbia. Struggente, quando raccontava la disperazione perché non si riconosceva più allo specchio.

È stata fra i più instancabili testimoni, destinando fino all’ultimo le sue forze alla trasmissione della memoria fra gli studenti di centinaia di scuole. Come tanti altri prigionieri fu costretta alla “marcia della morte”, scalza, sotto la neve per centinaia di chilometri fino al campo di Bergen-Belsen, nel quale gli internati erano lasciati in uno stato di totale abbandono. Un giorno, ha testimoniato, il soldato di guardia cominciò a sparare a raffica sui prigionieri e Settimia si riparò sotto una pila di cadaveri, dove trovò protezione per giorni, fino alla liberazione del campo il 15 aprile 1945, un altro anniversario che celebriamo oggi.

Settimia Spizzichino è scomparsa il 3 luglio del 2000, a lei è stato dedicato l’omonimo ponte che sovrapassa la linea ferroviaria Roma-Lido e il percorso della linea B della metropolitana.

In occasione del centenario della sua nascita, il Ministero dello sviluppo economico emette un francobollo dedicato alla sua figura. Fa da sfondo un filo spinato e l’ingresso del Museo Nazionale di Auschwitz – Birkenau, da cui emerge il suo ritratto e la frase: “Sono tornata per raccontare”.

In attesa della mostra “Oltre il ghetto. Dentro&Fuori”, il MEIS propone una serie di appuntamenti virtuali per rivelare qualche anticipazione. L’esposizione ripercorre il periodo che va dai ghetti (con l’istituzione del primo, quello di Venezia nel 1516) all’Emancipazione e l’Unità d’Italia: un percorso che affronta tematiche identitarie universali attraverso opere d’arte, preziosi volumi e documenti.

Le quattro curatrici, Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel racconteranno i segreti della mostra scegliendo alcuni degli oggetti protagonisti. Gli incontri – che si svolgeranno via Zoom – prevedono anche la possibilità di fare domande per chiedere ulteriori informazioni e curiosità.

In occasione di Yom HaAtzmaut, il giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele, giovedì 15 aprile alle 19.00, Simonetta Della Seta racconterà lo storico viaggio di Theodor Herzl in Italia nel gennaio del 1904.

A meno di 50 anni dall’Unificazione del Paese, il teorico del movimento sionista – accolto dagli esponenti delle comunità italiane – incontrò re Vittorio Emanuele III e papa Pio X.

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Questa sera e domani in Israele si commemora Yom HaShoah, il giorno dedicato al ricordo della Shoah.
Un momento solenne e di raccoglimento, fissato nel giorno 27 del mese ebraico di Nissan, per non dimenticare le vittime della persecuzione e dello sterminio nazista.
In questa occasione, vi proponiamo la prima puntata della nuova rubrica del MEIS “Un pomeriggio in biblioteca”.
Ogni mese Tania Bertozzi, la responsabile della Biblioteca del MEIS (gestita dalla Cooperativa Le Pagine), svelerà in brevi videoclip i nuovi arrivi, consigliando i titoli imperdibili e raccontando la storia dei fondi donati al Museo.
Si inizia con “Il ghetto interiore” di Santiago H. Amigorena (ed. Neri Pozza). Una storia travolgente che si dipana tra Polonia e Argentina e che vede come protagonista Vicente Rosenberg, arrivato alla fine degli anni ’20 a Buenos Aires da Varsavia. A sconvolgere la sua vita qualche anno dopo, la lettera di sua madre che nel 1940 gli racconta la terribile sorte degli ebrei in Polonia e la reclusione nel ghetto di Varsavia. Amigorena, che con questo titolo ha vinto il prestigioso Prix Goncourt, ci trascina così nell’angoscia di Vicente, in bilico tra due anime e prigioniero tra le mura del suo ghetto interiore.

LA BIBLIOTECA
La Biblioteca del MEIS è aperta il martedì e il giovedì (10.00-13.00 e 14.00-18.00) su appuntamento. Per informazioni: tel. 0532 769137 ed e-mail biblioteca@meisweb.it.

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Il video è realizzato da Francesco Mancin

È ora disponibile su Spotify e Spreaker il nuovo episodio di Nomi cose città, il podcast del MEIS.

Ogni mese raccontiamo la storia ebraica di una città, viaggiando da Sud a Nord, soffermandoci sulle opere degli autori celebri, le vie più significative, gli oggetti emblematici.

Il secondo episodio, con le voci di Sharon Reichel, curatrice, e Rachel Silvera, responsabile della comunicazione, è dedicato all’eredità letteraria e culturale di Trieste: dalla libreria antiquaria di Umberto Saba alla grande sinagoga inaugurata nel 1912, passando per gli storici caffè e la maestosa Piazza Unità d’Italia.

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Ieri ci ha lasciati Rav Elia Richetti.

Un maestro amato da tante generazioni che concentrava alcune delle doti più nobili di un rabbino: la profonda sapienza e la grande umiltà, la dolcezza e la disciplinata e coerente trasmissione della legge.

Comunità italiane come Trieste, Venezia, Milano, Vercelli – solo per citare quelle in cui ha svolto incarichi rabbinici ufficiali – hanno potuto apprezzarne le virtù nel corso di oltre mezzo secolo di magistero. La nave è salpata ma ha lasciato in porto inesauribili insegnamenti che accompagneranno tutti noi per sempre.

Era un amico del MEIS. Meno di un mese fa, progettando il lancio di una serie di contenuti sulle parlate giudeo italiane, ha accolto con entusiasmo la proposta di raccontare al nostro pubblico i modi di dire giudeo-triestini.

Le tradizioni e i canti delle comunità ebraiche gli stavano a cuore ed era desideroso condividerle e divulgarle. Forse questo è stato il suo ultimo video pubblico.

In sua memoria anticipiamo la programmazione e pubblichiamo oggi il suo emozionante contributo, cinque minuti intensi e affascinanti.

E nel prendere congedo da questo mondo, lo salutiamo parafrasando le sue parole:

Lechah dodì, vai amico mio…

Amedeo Spagnoletto

Sabato al tramonto inizierà Pesach, la Pasqua ebraica, che ricorda l’uscita degli ebrei dall’Egitto.

Si celebra la libertà, ma anche il risveglio della natura, tanto che questa ricorrenza è rammentata nella Torah anche come “festa della primavera”.

Le famiglie riunite leggono prima e dopo cena l’Haggadah, un testo che raccoglie la spiegazione degli episodi narrati nel libro dell’Esodo, calibrato in modo da destare l’attenzione dei più piccoli che diventano protagonisti di questo evento.

Gesti inconsueti, quesiti ma anche figure e disegni servono per sollecitare, durante questa serata, l’interesse per quel passaggio memorabile che può essere considerato l’anima dell’identità ebraica.

Condividiamo con voi la pagina di un prezioso libro di preghiere pubblicato a Venezia nel 1626 dallo stampatore Bragadin, donato al MEIS negli scorsi mesi da Susanna e Daniele Ravenna.

Al suo interno, le uniche immagini sono dedicate all’Haggadah di Pesach ed ai suoi simboli più importanti: l’agnello pasquale, l’azzima e l’erba amara che racchiudono in un unicum la dimensione religiosa e storica della festa.

Un augurio di serene feste e Pesach Sameach

Dario Disegni, Presidente del MEIS e Amedeo Spagnoletto, Direttore del MEIS

In occasione del Dantedì e nell’anniversario dei suoi settecento anni, il MEIS organizza un incontro online dedicato al poeta e padre della lingua italiana.

Giovedì 25 marzo alle 19.30 su Zoom Alberto Cavaglion, storico e docente, approfondirà il tema dell’influenza di Dante nella formazione culturale degli intellettuali ebrei tra Otto e Novecento.

Un viaggio nel tempo in cui le opere di Dante diventano un punto di riferimento durante il passaggio epocale tra i due secoli, le guerre, la persecuzione e la perdita di ogni certezza. Dall’edizione in lingua ebraica dell’Inferno curata tra il 1867 e il 1869 dal triestino Saul Formiggini, si arriverà all’indimenticabile canto di Ulisse in “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

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Tornano le iniziative di #ITALIAEBRAICA, il progetto che riunisce i musei ebraici italiani.

La nuova serie di eventi online, inaugurata sulla piattaforma Zoom lo scorso dicembre, ci conduce alla scoperta della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale ebraico.

Ogni mese due musei per volta saranno i protagonisti di un episodio e costruiranno insieme un unico racconto che avrà al centro i beni culturali ebraici italiani, le persone, le famiglie, gli usi e i costumi che li accomunano. Il dialogo metterà in luce l’intreccio di storie che legano una comunità all’altra.

Il quarto appuntamento, previsto per giovedì 18 marzo alle 18.30, è dedicato al cimitero ebraico di Venezia e a quelli del Ducato di Parma e Piacenza. Conosciuto come Bet HaHaim, la casa della vita, il cimitero ebraico è uno dei luoghi emblematici che testimoniano la presenza ebraica in Italia.

In particolare, i cimiteri di cui parleremo custodiscono secoli di storia, raccontano affascinanti vicende di antiche famiglie e ricoprono un ruolo cruciale nella mappa e nell’identità delle città alle quali appartengono.

Intervengono:

Michela Zanon– Museo Ebraico di Venezia

Roberta Tonnarelli – Conservatrice del Museo Ebraico di Parma e Piacenza

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Nell’immagine in alto l’antico cimitero ebraico di Venezia, in basso quello di Soragna (Parma).

Il 9 marzo alle 18.00 la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia in collaborazione con l’ASCER organizza la presentazione del volume “Sub anulo piscatoris. Un registro e una comunità ebraica nella Roma dei papi (secoli XVI – XVIII)” di Lucrezia Signorello (Pontecorboli editore, Firenze 2020).

Saluti istituzionali:

Dario Disegni – Presidente Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia
Ruth Dureghello – Presidente Comunità Ebraica di Roma

Modera
Giorgio Segré – Componente di Giunta Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia

Intervengono:

Claudio Procaccia – Direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali Comunità Ebraica di Roma
Germano Maifreda – Professore Ordinario di Storia economica Università degli Studi di Milano
Amedeo Spagnoletto – Direttore Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah

Sarà presente l’autrice

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